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Laurea Triennale in Tecniche di Laboratorio Biomedico
Il Decreto 26 settembre 1994, n° 745 definisce il Profilo Professionale del Tecnico di Laboratorio Biomedico.
Per esercitare la professione viene richiesta una laurea triennale in Tecniche di laboratorio biomedico, attiva presso le Facoltà di Medicina e chirurgia e che rientra nella classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche, come stabilisce il decreto interministeriale n. 136 del 2001.
L’accesso al corso di studi è programmato; bisogna essere in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado, ed è necessario superare un test di ammissione comune a tutti i corsi di laurea appartenenti alla Classe L/SNT03 – Lauree delle professioni sanitarie tecniche, la frequenza è obbligatoria.
Il corso prevede, insieme a lezioni teoriche, un periodo di tirocinio obbligatorio, che dovrà essere effettuato presso strutture sanitarie ospedaliere ed universitarie. Il tirocinio rappresenta una parte fondamentale del percorso formativo dello studente e ha come obiettivo l’acquisizione delle competenze professionali.
La prova pratica della laurea triennale ha valore anche di esame di stato ed è quindi abilitante alla professione.
Per chi esercita questa professione è previsto l’obbligo di partecipazione a corsi di aggiornamento previsti nell’ambito del programma nazionale per la formazione degli operatori della sanità: ECM - Educazione Continua in Medicina.
Il tecnico di laboratorio biomedico svolge il proprio lavoro autonomamente, di cui è responsabile, collabora con medici, biologi, veterinari, ricercatori e altre figure professionali che lavorano in ambito sanitario, partecipa alla programmazione e organizzazione del lavoro nell’ambito della struttura in cui opera, inoltre contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.
SBOCCHI PROFESSIONALI
Il dottore in tecniche di laboratorio biomedico può esercitare la sua attività in rapporto di lavoro dipendente o come libero professionista in strutture sanitarie pubbliche e private quali Ospedali, Asl, Istituti Zooprofilattici, Istituti Universitari, Cliniche Veterinarie, e presso Enti che si occupano di prevenzione ambientale e di ricerca.
Per gli Enti pubblici, l’accesso è regolato da concorso pubblico, inoltre può trovare impiego, sia come dipendente sia come libero professionista, nei laboratori di indagine scientifico-sperimentale, in quelli di medicina clinica, in quelli sperimentali in industrie farmaceutiche chimiche ed alimentari.
