You are hereIl principale fattore di prevenzione di Ebola e delle altre epidemie è la lotta alla povertà ed alle scarse condizioni di igiene.

Il principale fattore di prevenzione di Ebola e delle altre epidemie è la lotta alla povertà ed alle scarse condizioni di igiene.


By mruggeri - Posted on 02 dicembre 2014

E’ questo uno dei punti salienti emerso ad Assisi nel Secondo Congresso Nazionale sulla Biosicurezza organizzato dall’USL Umbria 1, assieme alla società scientifica dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico TELESA.

L’evento svoltosi sabato scorso presso il palazzo comunale di Assisi ha visto la partecipazione di alcuni dei piu’ importanti medici e scienziati italiani ed ha avuto come protagonista l’infezione del virus dell’ebola ma anche di numerose altre epidemie come l’AIDS, la Tubercolosi e le altre febbri emorragiche virali e sono state presentate le principali procedure utilizzate dallAeronautica Militare per trasportare il medico siciliano affetto da Ebola in Italia.

Letto il messaggio inviato dal Ministro Lorenzin “Sistema italiano all’avanguardia”  (vedi allegato)

Si sono alternati in cattedra medici ed esperti di fama internazionale, tra i quali il noto immunologo Fernando Aiuti, dell’Università Sapienza di Roma, Guido Favia, esperto in parassitologia, il prof. Aldo Morrone, consulente per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il professor Raffaele D’Amelio, grande esperto di bioterrorismo. Tra gli argomenti trattati, le febbri emorragiche e altre infezioni meno conosciute come la West Fever Nile, già presente in Italia, le infezioni da Arbovirus e la febbre da virus Chikungunya. Ad ascoltarli nella sala della Conciliazione, centinaia di operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico e componenti delle forze armate che hanno seguito attentamente il confronto e partecipato attivamente all’incontro attraverso domande e richieste di approfondimento.

Il congresso è stato aperto dalla lettura del messaggio inviato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin "Il nostro sistema sanitario e' all'avanguardia per la gestione del rischio infettivo e possiede una struttura composta da numerose unita' Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico) e numerosi device per scoprire e delimitare in tempi utili infezioni batteriche e non solo.  "Continua il Ministro “sottolineando come solo l'utilizzo di specifici programmi e di dispositivi di protezione individuale annullano il rischio di contagio ed e' fondamentale che i professionisti che lavorano nei posti colpiti dal virus abbiano le risorse necessarie per fare assistenza senza rischio di contagio".

Il dott. Francesco Borgognoni, direttore DEA Usl Umbria 1 ha sottolineato la grande valenza scientifica dell’incontro che si è tenuto ad Assisi e l’importanza di eventi del genere che permettono lì’incontro e la discussione tra varie figure professionali, in primo piano nella gestione e nella prevenzione delle malattie infettive a rischio pandemico.

Il Presidente dell’Associazione Italiana dei Tecnici di Laboratorio dott. Fernando Capuano e il V.Presidente dott. Fabio Canini hanno ricordato l’importanza strategica del laboratorio biomedico per eseguire la diagnosi precoce delle malattie infettive che avviene attraverso una continua ricerca scientifica che quotidianamente viene eseguita dalle migliaia di tecnici di laboratorio biomedico presenti in Italia che hanno acquisito una ottima professionalità  grazie al percorso di formazione universitario e specialistico .

Fernando Aiuti nel suo intervento ha parlato, tra l’altro, della situazione dei vaccini antiinfluenzali affermando che non è assolutamente certa la relazione diretta tra i morti e la vaccinazione antinfluenzale, seppur è fondamentale assumere un atteggiamento di prudenza almeno in questi primissimi giorni .Aiuti comunque ha ricordato quanto la vaccinazione anti-influenzale risulti decisiva per evitare soprattutto tra gli anziani molte migliaia di morti legate alle complicanze.

 Il momento piu’ atteso dell’incontro è stato l’intervento del Tenente colonnello Marco Lastilla (dell'Aeronautica militare) che ha coordinato l’arrivo in Italia del medico di Emergency attualmente ricoverato in condizioni cliniche precarie allo Spallanzani di Roma. Ci sono volute 5 tonnellate di materiale e una numerosa squadra di operatori divisi in due unita' per trasportare dalla Sierra Leone in Italia il medico italiano e sono state mostrate, nel corso del Congresso, in anteprima europea le immagini delle procedure attuate per il trasporto in alto biocontenimento .

Il dott. Manuel Monti, direttore del Congresso ha ricordato che l’infezione dell’ebola ci ricorda che, come nel caso del global warming, occorre un approccio mondiale nel campo sanitario e non è piu possibile lasciare intere popolazioni ad occuparsi dei loro problemi. In un mondo sempre più connesso i problemi sono globali e occorre mettere in piedi sistemi di sorveglianza globali perché ci saranno altre epidemie e combattere il principale fattore di rischio che causa queste epidemie ossia la povertà. Proprio per tale motivo – continua Monti- abbiamo ritenuto necessario richiamare l’attenzione del personale sanitario tutto, dai medici ai tecnici di laboratorio sul rischio di nuove e vecchie malattie infettive e il successo oltre ogni aspettativa dell’incontro è la dimostrazione che il personale ha necessità e voglia di conoscere informazioni precise e da voci cosi autorevoli.

Il prof. Aldo Morrone„ uno dei massimi esperti mondiali di medicina delle migrazioni e consulente per il Ministero della Salute, in partenza per assistere i rifugiati siriani in Libano, nella sua relazione appassionata ha ricordato come oggi l'accesso all'acqua potabile è ancora oggi un diritto negato in molte aree del mondo e questo problema compromette la lotta a molte malattie infettive favorite proprio dalla scarsità dell'acqua. L'emergenza Ebola ha continuato Morrone dimostra la mancanza di interesse per le povertà. La diffusione di Ebola è conseguenza delle condizioni di vita nei Paesi poveri dell'Africa ma non è un rischio per l'Italia e l'Europa ed i migranti non portano malattie e rispondere in maniera efficace alle naturali paure della gente, è possibile ma servono volontà politica, un'informazione corretta e la coscienza che investire nella salute del sud del mondo significa investire nella salute di tutti.

A ridosso della giornata mondiale per la lotta all’infezione da HIV, il dott Igino Fusco Moffa ha ricordato i nuovi dati dell’infezione con piu’ di 36 milioni di persone ammalate nel mondo.In Italia sono stabili il numero delle nuove diagnosi HIV e il numero dei casi di AIDS mentre diminuiscono i decessi in persone con AIDS. Attualmente si conferma come il principale fattore di rischio per il contagio siano i rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’83,9% di tutte le segnalazioni con una prevalenza dei rapporto eterosessuali.

Si è anche parlato dell’infezione emergente per antonomasia la Tubercolosi. Il dott Giuseppe Murdolo, dell’ Usl Umbria 1, ha evidenziato come i dati Oms indicano che, nel 2013, solo nel nostro Paese sono stati notificati 3153 casi di Tubercolosi seppur il numero è sicuramente sottostimato e sta aumentando sempre di piu’ la resistenza del Micobatterio della Tubercolosi verso i farmaci. Alcuni studi. recentemente pubblicati sul piu’ prestigioso giornale di medicina al mondo il New England Journal of Medicine. hanno dato scarsi risultati nell’introdurre nuovi farmaci come i fluorochinolonici nelle TBC multi resistenti e quindi è fondamentale focalizzare gli sforzi per combattere la Tubercolosi attraverso un approccio aggressivo e continuativo.

Ha concluso il congresso il prof. Gaetano Maria Fara, piu’ importante epidemiologo italiano che ha riassunto i principali punti salienti della giornata, invitando tutti i partecipanti alla nuova edizione gia prevista per il 2015.

In piazza del comune, un equipaggio speciale della Croce Rossa Italiana, arrivato da Roma, ha mostrato l’isolatore bio-trasportabile ossia di una barella simile a quella utilizzata qualche giorno fa dall’Aeronautica per il trasporto del paziente affetto da Ebolavirus. Presente anche un automezzo, unico al mondo, costruito in Israele da un idea italiana, che permette il trasporto di 7 persone con sospetto contagio, in perfetta sicurezza attraverso dispositivi all’avanguardia. Ha polarizzato l’attenzione anche un veicolo speciale dei Vigili del Fuoco, del nucleo NBCR giunto da Perugia.

AllegatoDimensione
Messaggio Ministro Assisi.pdf158.14 KB
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