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Comunicato stampa del 6-11-2014


By mruggeri - Posted on 07 novembre 2014

Consegnata da Monica Mei e Fabio Canini la targa ricordo del 50° Anniversario dell'Antel alla Presidente della XII^ Commissione Igiene e Sanità del Senato, Sen. Emilia Grazia De Biasi, relatrice del DDL 1324 e collegati per l'istituzione degli albi e ordini delle professioni sanitarie.

l giorno 4 novembre 2014 presso la sala del Refettorio della Camera dei Deputati si è svolto un interessante Convegno dal titolo “PDTA e costi standard come strumenti di Governance e di stimolo per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi sanitari”.

L’introduzione degli strumenti di “governo clinico” (divulgazione delle LG, EBM, best practices, audit clinici) non si è dimostrata – da sola - in grado di modificare e rendere omogenee le pratiche cliniche e migliorare l’insieme degli obiettivi di qualità dell’assistenza. Lo sviluppo dei PDTA ed il conseguente consolidamento delle informazioni relative alla complessità dei diversi processi di cura ha messo in evidenza come nella maggioranza dei casi la mancata realizzazione degli obiettivi di qualità e sicurezza non sia dovuta solo o in modo prioritario alla variabilità dei comportamenti o al contenuto dei gesti tecnico-professionali, quanto ad una migliorabile gestione delle “variabili complesse” connesse al processo di produzione.

Scopo dei PDTA è di favorire l'integrazione fra gli operatori, ridurre la variabilità clinica, contribuire a diffondere la medicina basata sulle evidenze (EBM), utilizzare in modo congruo le risorse e permettere di valutare le prestazioni erogate mediante indicatori.

I lavori del Convegno sono stati aperti dalla Presidente Mariapia Garavaglia che ha ringraziato il promotore dell’evento “l’Istituto Superiore di Studi Sanitari Giuseppe Cannarella” che da anni si è reso facilitatore di dibattiti per la tutela del SSN.

lLa Garavaglia ha puntualizzato che chi diffonde il diritto alla vita non deve garantire la sopravvivenza, ma la qualità della vita.

Inoltre ha sottolineato che il SSN, nonostante sia regolato dalle medesime normative è molto variabile per collocazione territoriale, risorse disponibili quali tecnologie, strumentazioni , progetti di ricerca e per tale motivo non è garantito un accesso equo ai servizi socio-sanitari per tutti i cittadini.

I Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali sono uno strumento di gestione clinica usato per definire il migliore processo assistenziale finalizzato a rispondere a specifici bisogni di salute, sulla base di raccomandazioni riconosciute, adattate al contesto locale, tenute presenti le risorse disponibili.

Consentendo un'analisi degli scostamenti tra la situazione di attesa e quella osservata in funzione del miglioramento, ad esso si associa per questo il tema della reale presa in carico del paziente.

I percorsi diagnostici anche se lentamente devono essere assimilati come uno strumento riconoscibile, misurabile, un work in progress, bisogna creare coesione, team multidisciplinari e contribuire a ristabilire la fiducia nello Stato.

Se non si salva il SSN non si salva il diritto fondamentale; inteso, non come diritto alla Salute ma come diritto alla vita.

il termine "percorso“ indica l’iter organizzativo che si realizza dal momento della “presa in carico” della persona. E’ lo strumento che meglio risponde alla necessità del cambio di paradigma della sanità distrettuale, dall’attesa all’iniziativa, operazione complessa che mira a collocare al centro del sistema i bisogni dei cittadini.

Il Sistema Sanitario nazionale  può essere vincente solo con l’adesione convinta di tutti gli attori (dai professionisti ai decisori politici e alle comunità locali, dalle istituzioni accademiche agli amministratori).

I termini "diagnostico", "terapeutico" e "assistenziale" consentono di affermare la prospettiva della presa in carico attiva e totale - dalla prevenzione alla riabilitazione della persona che ha un problema di salute, per la gestione del quale, spesso, diventano necessari interventi multiprofessionali e multidisciplinari rivolti in diversi ambiti come quello psico-fisico, sociale e delle eventuali disabilità

La fase storica dominata dalla crisi economica e finanziaria può diventare un’opportunità per modificare gli assetti del SSN.

E’ possibile, infatti, spendere meno e meglio, migliorando la salute della popolazione e la qualità dei servizi attraverso l’applicazione di un modello di sanità complepletamente diverso da quello attuale e che prevede il potenziamento dell’assistenza primaria.” La crisi economica e finanziaria sottrae risorse mettendo a rischio i sistemi universalistici.

E’ indispensabile recuperare una capacità di gestione delle stesse risorse pubbliche, che la collettività ha prodotto per tutelare la propria salute, attraverso la definizione delle priorità fondate sui bisogni e l'esplicitazione delle strategie di appropriatezza capaci di massimizzare l’efficacia degli interventi e la sostenibilità del sistema sanitario.”

Anche se rimangono ancora aree dove la spesa è eccessiva e dove sono possibili importanti margini di riduzione delle inefficienze e delle inadeguatezze,diviene sempre più urgente e indispensabile introdurre elementi e principi di economicità e di gestione avanzata dell’assistenza primaria per far fronte all'epidemia di malattie croniche, in una logica di riduzione della spesa e di contestuale miglioramento dell’offerta dei servizi”.

Realizzare strutture (case della salute) in grado di fornire un’adeguata e un’appropriata attività diagnostica di primo livello e per facilitare l’organizzazione in team multiprofessionali e multidisciplinari”.

Monica Mei

Segretario Nazionale Antel

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